Profumo di donna – AntCast

Eri lì, confusa tra mille geishe fra i suoni orgiastici che incantavano il mio sguardo e quietavano i miei ardenti spiriti. La notte dormivo, pensavo, sognavo, anelavo, immaginavo, scrivevo di te. Alcune mie notti insonni, erano causate dal respiro tuo che mancava, dagli occhi tuoi che non si incrociavano con i miei provocando magia, dalle tue mani che non lambivano la mia carne, i movimenti tuoi che non danzavano davanti a me, quelle tue labbra che giammai si posarono sulle mie. Erravo per i campi ed i deserti, e la mia oasi era ben lungi dall’essere raggiunta, ti agognavo, mancava acqua alle mie labbra, nutrimento per il mio corpo, anima per il mio pensiero. Ti confondevi sadicamente tra la folla, ti nascondevi per bene tra le mie passioni, fuggivi scaltra dalle mie mani che, vuote, scrivono di te. Sono arrivato in un castello, ho sfidato le mille insidie del deserto e dei campi, affrontato ogni ostacolo che mi frapponeva a te, sacrificato il mio Ego e le ultime gocce di sudore, che in te si sarebbero volute perdere. Ricordo le volte in cui desideravo i nostri corpi incollati da Dea Passione e legati per l’eternità da Madre Natura, in una danza di fate che fanno da contorno a noi. Mi sono svegliato, oh no, il sogno di una vita, interrotto dalla veglia che mi tocca per immaginare te, coperta da un velo di seta, che danzi solo per me, nelle movenze delicate e oniriche delle tue celestiali fattezze. Mi chiamo Satana, il Seduttore tra i seduttori, e tu, così divina, mi forzi con delicatezza a prostrarmi ed inginocchiarmi dinanzi al tuo cospetto. Oh, quale migliore morte del proprio Ego, le libellule volano leggiadre nell’aere e la Natura si è vestita dei suoi colori migliori per celebrare questa unione tra angelico e diabolico, per cui anche il cielo ha deciso di dedicarvi le sue lacrime più dolci. Al mio risveglio dalla veglia, un sole impavido baciava il tuo viso, e gocce di rugiada si insinuano sulla tua carne e la rendono liscia e scorrevole, per acquietare le mie mani dai miei tormenti, pensiero. Ora sono qui, per rubarti dallo squallore della normalità, renderti imperatrice sovrana del mio regno, ti ho riconosciuta, i tuoi capelli che tanto mi sovvenirono in sonno, quelle labbra che tanto anelavo durante i miei stati di ebbrezza, quelle gambe che vedevo danzare nei momenti di introspezione dei miei più profondi desideri, ma un profumo ho carpito, il tuo, quello che ora, mi permette di strapparti dalla folla per fare di te una Perla preziosa, impregnata delle migliori essenze di vaniglia e di lavanda, dipinta come un capolavoro del Rinascimento e musicata dalle magistrali armonie delle Sirene provenienti dal mare delle Indie. Ed ora, che il mio destino e la mia dannazione è conclusa, spiego le mie ali, per insegnarti il volo e morire liberi, mano nella mano, in quell’infernale posto di nome Eden. Ed il mio essere visionario che prima o poi svanirà e si tramuterà in cenere, quando la tua bocca pronuncerà con infinita passione e sensuale armonia il mio nome ed allora, la mia vita avrà avuto la risposta al suo divenire.